sabato 10 marzo 2012

SUPER SNIPER EDF 90mm HET


Testo e foto di Sandro Cacciola                                               

 Linea filante e amante della velocità. E’ il Super Sniper di Het (Hight Hend Tecnology - http://www.highendrc.com), un modello non certo nuovo ma sempre elegande da vedere e far volare, consigliato agli appassionati del brivido. Può essere paragonato, per conformazione e prestazioni,  al più blasonato  “Bandit” e questo che ho avuto il piacere di assemblare e far volare è il fratello più grande della famigliola che annovera la versione per ventole da 70mm con apertura alare di 858mm ed una da 700mm (“clipped wing”). La V3 si distingue non solo per montare una ventola da 90mm ma anche per avere il timone orizzontale e verticale rivestito in fibra e la predisposizione dei vani carrelli retrattili sulle ali. Le sue caratteristiche principali sono fusoliera in fibra con condotti di aspirazione già installati, apertura alare di 1120mm, lunghezza 1200mm, peso in ordine di volo  dai 2400 ai 2800grammi a seconda del setup motorizzazione.
La Het è un’azienda particolarmente prolifica nella produzione di jet per ventole elettriche ed i suoi prodotti hanno una caratteristica comune: stampate in resina discrete, buona finitura esterna e prefabbricazione media; unico neo che sono un po’ più pesi della media ma con un po’ di attenzione si possono raggiungere risultati di volo molto buoni. Della Het avevo già testato l’F104 e devo dire che questo Sniper V3 mi è sembrato più cufrato. Ad esempio il termoretraibile sulle ali è di buona fattura e non presenta alcuna grinza o bolla. Le sedi dei carrelli alari sono ben fatti e l’accessoristica particolarmente completa. Devo dire, per chi non ha mai assemblato un modello Het, che non sono proprio RTF (Ready To Fly) ma di lavoro da fare ce n’è abbastanza: nulla di particolarmente complicato ma qualche ora deve essere messa in conto. Se devo fare un appunto questo riguarda il “vizio” di Het di non predisporre sul modello in fase di stampaggio della fusoliera, i supporti della ventola. Questi devono essere assemblati in compensato (fornito già tagliato al laser) e poi incollati nella fusoliera. Quello che mi preoccupa sempre è la “tenuta” della resina su fibra già stampata… Ma andiamo per ordine.

Il setup: Skyworld e Kontronic JIVE 100+ LV
 accoppiata vincente



La Het consiglia per qusto modello la sua ventola 9305 da 90mm con un motore Het 600-42 (1400Kv e 7lipo) con regolatore da 90Amp. Ma io avevo in laboratorio una ventola 90mm della Skyword, la JP900, corpo in metallo e girante a 7 pale (simile ad una Lander tanto per intenderci) che monta il suo motore originale (un classe 600 da 2000kv). Peso totale del gruppo ventola/motore (senza collettore finale e cono di raffreddamento motore entrambi in metallo) 410g. L’avevo già testata con un MB339 della FlyFly ed aveva dato risultati ottimi. Visti i giri elevati del motore (e non volendo smontare il tutto per sostituirlo con uno con più basso Kv) ho dovuto optare per un pacco batterie 5/6S consapevole che le prove già effettuate mi avevano già dato il responso dei watt erogati e gli assorbimenti. In pratica con 5S  92Amp. di assorbimento da fermo con un voltaggio a regime di circa 17.8V costanti per 1660watt ed una spinta attorno ai 2.8kg. Con 6S 2300watt e 113Amp. con un voltaggio stabilizzato attorno ai 20.8V e spinta calcolata di 3.5kg. Visto il peso del modello ho optato per il pacco 5S… Per supportare un alto amperaggio occorreva dunque un regolatore all’altezza … e quale miglior scelta se non un bel Kontronik? (www.kontronik.com)  In particolare ho montato un Jive 100+LV, per voltaggi da 6 a 25V e 100A continui e un bec da 5A continui e 15 di picco con tre uscite selezionabili tramite program card (5-5,6-6 volts). Peso 92 grammi compresi i cavi. Affidare la sicurezza di un modello ad un Bec con alte tensioni del pacco principale è sempre rischioso, ma in questo caso la Kontronic dimostra di essere molto scrupolosa tanto che da prove su oscilloscopio il bec di questo regolatore risulta il migliore come rumore ed a bassissima caduta di tensione. Inoltre il Jive 100 dispone di due connettori Bec  
che possono essere utilizzati in contemporanea: un “master” ed uno “slave” per avere maggior sicurezza di alimentare la ricevente. Il “master” va inserito sul canale del motore e lo “slave” su un altro canale libero o tramite cavo a “Y” assieme ad un servocomando. Tutte le operazioni di monitoraggio ed avvisi avvengono tramite led o
segnalazione audio e l’avvio accidentale del motore durante il collegamento delle batterie è evitato tramite dispositivo software. Altre caratteristiche interessanti del Kontronik Jive 100 sono l’auto regolazione della frequenza (8-32kHz) e il timing dinamico. Un nucleo toroidale sul cavo del ricevitore permette infine la soppressione di eventuali disturbi.
Per i servi sono sufficienti quelli consigliati da Het come gli HS82MG per profondità ed alettoni, e gli HS81MG per timone verticale e sterzo.

L’assemblaggio


Scelta la motorizzazione e l’elettronica di bordo non resta che assemblare il nostro Super Sniper. Nella confezione viene incluso un CD con il manuale fotografico e in lingua inglese, ma le operazioni da fare non sono poi così complicate. Il kit è un “Rtf medio” con le usuali operazioni da effettuare. Le operazioni che richiedono più attenzione sono quelle per l’installazione del supporto carrello anteriore (si deve montare prima il supporto in compensato e poi incollarlo in posizione dopo aver praticato i vani per la retrazione per i quali è fornita anche una dima in cartoncino), il bloccaggio dei supporti per la ventola e ,la basetta sotto il copkit per l’elettronica. Ci sono però due o tre cose che mi preme sottolineare e a cui si deve stare attenti. La prima riguarda l’incollaggio della deriva verticale: se optate per inserire anche il timone verticale, dopo aver ritagliato la parte mobile abbiate cura di rinforzare bene la parte interna sia del mobile che del fisso con listelli di balsa: qui andranno poi affogate le cerniere per il movimento!!! Per il servo la soluzione che ritengo migliore è quella di passare un bodwen flessibile e farlo arrivare fino al vano ventola; qui fisserete sulla fiancata della fusoliera un servo (la soluzione è a vostro piacimento) a cui collegherete il comando del verticale. Prima di incollare la deriva verticale montate sulla parte che sporge dalla fusoliera un blocchetto di balsa che entrerà dentro il timone verticale e così si aumenterà la superficie di incollaggio (altrimenti la colla sarà solo nei 4-5mm che entrano dentro la deriva …).
Altra cosa che non dovrete assolutamente dimenticare è quella di rinforzare l’incollaggio della parte mobile del timone orizzontale dove si innestano le cerniere. Dato che è fatta in laminato epoxy la giuntura risulta alquanto precaria tanto che è bastato inserire con un po’ più di forza una cerniera per farne scollare una buona parte. Dunque armatevi di resina e microballons , fate un bell’impasto e forzando un po’ aprite i due lembi e fate colare con abbondanza la resina impastata; richiudete con nastro adesivo tutto il lato da incollare e fate scivolare la resina su tutto il bordo interno creando un bel cordolo che una volta asciutto conferirà robustezza al pezzo. Questa operazione si può fare anche dopo aver incollato  le cerniere nella parte mobile.
Ultima cosa da sottolineare è il condotto di scarico in lexan  fornito da Het: a me è sembrato particolarmente morbido tanto da non rimanere in posizione ben fisso.  Io vi consiglio di sostituirlo acquistando un po’ di Pvc trasparente che vendono in rotoli nei negozi di “Fai da te” in più spessori, Prendete quello più sottile che trovate che sarà sempre più rigido di quello della confezione…
Per complicarmi un po’ più la vita ho deciso di installare anche i carrelli retrattili utilizzando il kit dedicato di Het con una terna di carrelli in alluminio di buona fattura e che si adattano perfettamente al Super Sniper. E già che c’ero ho fatto anche lo sportellino per il carrello anteriore che si apre e si chiude con il carrello tramite un cavetto che “tira” lo sportellino in chiusura durante la ritrazione. Per lo sterzo ho incollato invece alla struttura che ospita il retrattile anteriore una basetta di compensato sulla quale ho fissato il servo per lo sterzo che tramite cavetti in acciaio porta il movimento all’asse della ruota. Ci vuole pazienza ma nulla di impossibile. La bombola dell’aria l’ho alloggiata sopra il condotto di aspirazione e la valvola sulla fiancata interna della fusoliera (vedi foto). Il servo del timone orizzontale viene incollato dentro la fusoliera dove c’è uno “scalino” (si vede bene nelle foto) ed il relativo comando fuoriesce dalla fusoliera per arrivare alla squadretta della parte mobile (se guardate le foto capirete al volo). In alternativa potete portare un  altro bodwen flessibile fino al vano ventola e fissare qui un altro servo, ma temo che avrete già un bel po di roba qui. Quindi scegliete la soluzione prima descritta: è semplice e sicura…
Per quanto riguarda il regolatore ho deciso di non fissarlo sopra la ventola (come indicano le istruzioni) ma nella parte inferiore della fusoliera tra le due prese d’aria (anche qui le foto sono d’aiuto). Questo perché ho deciso di praticare due o tre tagli sotto fa fusoliera dopo il portello del carrello per far entrare un po’ di aria che potesse raffreddare il regolatore: sopra la ventola questo non sarebbe possibile.
Per il resto tutto secondo copione: incollaggi delle semiali con baionetta, timone fisso orizzontale (attenzione sempre agli allineamenti con deriva verticale e ali), taglio e montaggio del supporto capottina trasparente (la procedura si intuisce molto bene dalle immagini del manuale), fissaggio delle squadrette, rinvii, servi sulle ali, piastra porta ricevente e batterie. Verificate prima di scegliere il posto delle batterie il baricentro: nel caso occorra potete spostarle un po’ avanti o indietro.

In volo

Finalmente dopo tanta fatica la prova in volo! Devo anticipare che con il modello in mano in posizione verticale la ventola Skyworld e il pacco batterie 5S 30C sviluppato una spinta tale da tenerlo in hovering, il che promette molto bene. Il peso del modello, completo di batterie, si è assestato a 2400 grammi scarsi, non male! Dopo aver caricato il serbatoio dell’aria dei carrelli e aver fatto un po’ di taxi per vedere il comportamento del ruotino sterzante, allineo il modello sulla pista che è lunga 100 metri e dopo qualche secondo mi decido a dare gas. Il modello acquista subito velocità e dopo circa 50 metri è già “sulle ali” cabro leggermente ed è in volo. Faccio quota e trimmo un po’ a cabrare e a destra e sono pronto a vedere come si comporta lo Sniper. Primo passo saggiare gli effetti degli alettoni che rispondono molto bene e imprimendo una rotazione veloce e pulita. Il cabra è sensibile quanto basta ed un 60% di esponenziale risulta ok. Adesso è la volta della velocità: allineo lo Sniper e aumento gas progressivamente; la velocità è esaltante (anche se non ho avuto modo di misurarla) ma posso dirvi che ce ne è abbastanza per divertirsi tirando strette virate (ma non esagerate…) o salite veloci: anche in questo caso il modello, messo in verticale sale decisamente e veloce segno che la propulsione è giusta per il modello. Unica cosa da fare attenzione è che essendo un modello di dimensioni ridotte e molto veloce è facile perdere l’assetto se troppo lontani. Avere tra le mani un modellino che fischia così e passa sulla pista come un razzo è davvero divertente…
L’avvicinamento per l’atterraggio è un altro passo fondamentale per saggiare la resa del modello: io ho settato la radio utilizzando gli alettoni anche come flap:; ho prima provato la condizione di volo in quota e mi sono accorto che il modello tendeva a cabrare; una volta trimmato con i flap abbassati la velocità di avvicinamento è calata ma non eccessivamente come ci aspetterebbe da due flap, visto che in questo caso per dare modo agli alettoni di avere ancora escursione siamo costretti ad utilizzare solo una parte della corsa per i flap. Questo comporta anche un altro fatto: una volta “flappato” ed a velocità ridotta il modello sente molto meno gli alettoni ed è dunque importante in atterraggio “flappato” dopo aver allineato le ali, utilizzare molto il timone per le correzioni (ma questa è una cosa che già tutti sanno). Il modello la prima volta è atterrato senza flap e devo dire che viene giù bello veloce e teso, ma se si ha una pista abbastanza lunga questo non è un problema; con i flap si guadagna qualche metro in atterraggio e si ha una velocità di atterraggio più agevole. Ovviamente queste sono operazioni che ognuno di noi deve provare personalmente ed adattare al suo stile di volo.
Vorrei concludere questa mia esperienza personale affermando che lo Sniper è un modello datato ma sempre divertente, con una qualità di volo nella media e non adatto certo ai principianti. La costruzione lascia un po’ a desiderare qua e là, qualche lacuna nelle istruzioni e difficoltà di allestimento del vano batterie. I carrelli della Het in metallo sono di buona qualità ma non adatti a piste in erba (o meglio adatti ma dopo un po’ vi ritroverete ad avere troppo gioco sulle gambe). La motorizzazione con ventola 90mm Skyworld e lipo 5S si è dimostrata valida anche se il consumo in ampere è dispendioso (circa 90 ampere a terra) ma evita di mettere a bordo 7 / 8S con un peso maggiore in volo. Ed anche grazie al peso ridotto con un pacco batterie 5S che lo Sniper vola meglio…
Conclusioni? Stanno a voi provandolo!

Sandro Cacciola


SUPER SNIPER EDF 90mm HET

Tipo:
Modello jet a ventola elettrica 90mm
Adatto a:
piloti esperti
Peso :
2400gr
Dimensioni:
aa. 1120mm; lung. 1200mm
Propulsione:
EDF Skyworld 90mm motore classe 600 skyworld 2000kv
Produttore:
Hight Hend Tercnology (http://www.highendrc.com)
Prezzo indicativo:
150 euro

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