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Taranto nella sua tradizione aeromodellistica by Antonio Russo



In una quasi estiva prima domenica di novembre, sul campo di volo aeromodellistico  del gruppo tarantino (G.A.T.)  sito in agro di Talsano, grazie all’instancabile forza propulsiva del carissimo Gianni Chiarlone e degli amici del locale gruppo, si è svolta la 3° edizione  del “War Bird”. 
Uno  speciale  raduno per gli appassionati ed i cultori del volo aeromodellistico prettamente dedicato alle riproduzioni di aerei  da guerra sia ad elica che a turbina, che di elicotteri ad uso militare e di polizia. Le presenze degli appassionati, già numerosi dei club pugliesi, sono state incrementate dai provenienti lucani e calabresi. Complessivamente la giornata di voli ha visto alternarsi ben oltre 30 piloti, nonostante in quella stessa giornata vi erano già calendarizzati altri incontri in altre località  quali ad esempio L’Aquila! 








Apparentemente quel numero di presenze, pur sembrando esiguo rispetto alla portata  della manifestazione, ha onorevolmente tenuto fede all’ impegno, fra l’altro già rinviato rispetto alla sua naturale data per via del maltempo di quel periodo, che tanti danni ha provocato tra le provincie di Taranto e Matera! Questa edizione è dedicata in particolare alle riproduzioni di velivoli  da guerra che hanno rappresentato o rappresentano, vere e proprie leggende dell’aria nella storia dell’aeronautica, che proprio il prossimo 17 dicembre compirà ben 110 anni! Non l’aeromodellismo che data una maggiore anzianità,  risalendo alla metà del 19° secolo, basti pensare al primo modello volante di Alfonse Penaud.  E’ ovvio che proprio la “specialità” delle macchine impegna particolarmente il modellista attento nel ricostruire con orologistica  elvetica precisione, quelle parti dell’apparecchio quali le mimetiche tipiche, le mitragliere, le munizioni, i  reticoli di mira e tutte le altre diavolerie  di un velivolo da guerra. 
 
Le esibizioni in volo poi, hanno regalato quella tipica e tanto attesa spettacolarità dei duelli aerei di 1° e 2° guerra mondiale. Abbiamo potuto gustare il volo simultaneo di 2 caccia biplani ed un triplano!  E’ stato infatti riprodotto, con fedele tipicità, il combattimento tra un Fokker dr 7 ed un R.A.F. SE 5- A , unitamente al triplano Sopwith da grande guerra,  per poi riprodurre altro evento bellico  della tragica “era” successiva, attraverso la levata in volo dei velocissimi Supermarine Spitfire, Republic P 47 Thunderbolt, Focke Wulf 190 ed ancora North America P 51 Mustang,  Kawasaki  k 61 Hien giapponese ed a finire al superbo Hawker Tempest.  Ma non sono mancati, come prima detto, i caccia attuali in servizio e altri particolari velivoli d’altri tempi, ben riprodotti quali il maestoso Macchi 205 Veltro, con colorazione campagna d’Africa, ed un possente Pilatus Porter da circa 3 mt. con l’effettuazione del lancio di paracadutisti. 
Naturalmente l’immancabile presenza dell’Aermacchi MB 339 con livrea PAN ha mantenuto il suo posto d’onore  in una corte occupata da altri velivoli ed elicotteri da combattimento e di polizia, quali lo Hughes - Nardi 500,  l’Agusta-Bell 206 con colorazione “Carabinieri” ed il Black Hawk d’assalto americano, nonché  uno splendido autogiro del tipo impiegato nel 1944 dai tedeschi! A rendere il tocco da “vecchio lupo” dei pollici non poteva non mancare quel carico di simpatia del Vito Maglie da Lecce, che ha portato in volo una vera “chicca,” la fedelissima riproduzione del bimotore da assalto argentino Pucarà . Già vederlo a terra è stupendo ma in volo vi assicuro è una autentica meraviglia. E, come se non bastasse ci ha fatto assistere ad un'altra singolarità, il lancio di un corpo paracadutato da un Droneeee. In breve, per quelli di noi che l’hanno vissuta,  è stata  un’ azzeccata bella giornata da vivere all’insegna del buon sano aeromodellismo, dell’amicizia e della voglia di incontrarsi . 
 
Grazie a Gianni Chiarlone,  grazie  agli amici organizzatori del G.A.T. al presidente Giuliano Bettin,  ed al gruppo direttivo che oltre a Gianni ha visto attivamente impegnati Vittorio Cavallo e Antonio Torro,  e, visto che questa, almeno per me, chiude la stagione 2013, con l’augurio più caro per l’arrivederci l’edizione 2014.    

Antonio Russo

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