sabato 19 novembre 2016

"Easystorm76" motoaliante autocostruito by Luca Verdiani


Questo aliantino, nasce dalla mia esigenza di avere un ottimo veleggiatore, senza eccedere in apertura alare notevole e con una  manovrabilità spiccata anche in spazzi di volo ridotti! 


Grazie al timone di dimensioni generose, è molto reattivo, senza scomporsi e sempre stabile.

Ottimo veleggiatore grazie al profilo Clark y, la sua apertura alare è di 125cm con un peso di 425 grammi in ordine di volo. 
Con le 2 celle 2200Mah l'autonomia è di 30 minuti di volo, bastano pochissimi watt infatti per stare su!

                       Luca Verdiani










Caratteristiche tecniche:

Ap. Alare : 125cm

Peso in o.d.v. : 425g

Motore : RC System Elite 2205/15 

Batterie : 7,4V 2S 2200mAh


mercoledì 16 novembre 2016

La Lampara – imbarcazione da pesca d’altri tempi by Antonio Russo



Spesso ci siamo incontrati su temi modellistici, sia aerei che navali ed altro.

Ora, tratteremo di un modello navale particolare : La lampara.

Questa bella e romantica imbarcazione di medio/ piccole dimensioni, occupata da due o al massimo tre pescatori, che ci riporta a tempi, non tanto lontani, quando nelle notti d’estate senza luna, si scorgevano dai lungomari queste luci bianche muoversi lentamente e, al mattino, trovare sui banchi delle pescherie, tante acciughe ed altri pesci per una bella manciata. 

Oggi quelle barche sono considerate obsolete e poco produttive. La pesca intensiva e  l’arrivo da altri mari di pescato diverso, ha reso non competitiva questa forma, semplice ed onesta, di lavoro sul mare! Le imbarcazioni impiegate erano di massima gozzi e lance in legno, dai 5 ai 6m di lunghezza, attrezzate di grosse lampade, inizialmente a carburo di calcio e successivamente elettriche; piantate a prua o a poppa dell’imbarcazione a circa un metro dalla linea di galleggiamento che, permettevano al pescatore passare la rete o il retino a canestro, per raccogliere il pesce che, incuriosito dalla luce fortissima, emergeva.   

Il modello riprende di massima l’imbarcazione a lancia, della lunghezza di 450 mm circa. Il disegno, tratto da varie immagini anche da internet, é realizzato come l’originale, ad asse chiglia ed ordinate, sulle quali sono state incollate, ad umido,  i listelli di legno di pero (legno leggero e lavorabile) delle dimensioni di  2 x 10 x 500 mm.  Ogni lista è stata piegata e guidata dopo averla immersa in acqua e naturalmente seguendo il metodo una a destra ed  una a sinistra, per curare l’allineamento, un metodo classico ma anche il più antico del mondo.

Trattandosi di un modello  comunque navigante, come  da tradizione, è stato “calatafato”, ovvero reso impermeabile e provato in acqua, e dotato di motore (elettrico per comodità) e di tutte quelle attrezzature che si vedono nelle foto od ai moli e cioè: remi, verricello, salpareti, mezzomarinaio,  retino canestro, secchio e cordami per  l’ormeggio.

La tuga motore contiene i pulsanti per l’accensione del motore e della stessa lampara, quest’ultima realizzata in metallo e plastica, riproducendo nel rispetto della fedeltà l ‘originale. Anche l’elica, dopo averla disegnata, e’ stata ritagliata da lamiera d’alluminio ed opportunamente calettata secondo gli angoli ed i passi d’avanzamento.  Non riporto il totale del  costo materiali, essendo un modellista incallito, abituato al riciclo d’ogni che, prima di aprire il cassonetto dei rifiuti …


Arrivederci al nostro prossimo incontro.

                                                                                           Antonio  Russo 

                                                                                                               

  

martedì 1 novembre 2016

Model Touring 2016 presso centro espositivo CCIAA di Chieti by Antonio Russo

Testo Antonio Russo - Foto Carmen Russo

Sabato 15 e domenica 16 ottobre 2016 in Chieti, presso gli spazi della Camera di Commercio Industria ed artigianato, grazie all’associazione sportiva dilettantistica Archimede della Città, alla presenza  delle Autorità Comunali,  è stato tagliato il sesto nastro  di apertura della Fiera del Modellismo Model Touring  2016. 
Sì, la sesta edizione ,  e rimpiango la prima e la seconda per non esserci stato, atteso che è dal 2013  che, come i tantissimi partecipanti, ne attendo la data per non mancare l’immancabile.
La sesta edizione, dove  modellisti di ogni categoria, genere e sezioni,  dal Piemonte alla Sicilia, si incontrano per parlare una sola lingua, quella del modellismo italiano e così è stato. Infatti, e con immenso piacere, mi sono incontrato e ci siamo incontrati in quel Tempio della Miniatura,  dove il modellismo diventa arte  e l’arte si fa modellismo e fantasia. Una demarcazione che  sempre più sottile e tenue che sicuramente presto si confonderà. 
Un area probabilmente rara nella nostra penisola, padiglioni in legno ed acciaio, prati, panchine in marmo ed in legno, un anfiteatro ed  insuperabile arco in legno su un  ponte sospeso su fontane di sera illuminate ed infine una bellissima stele con luci del tricolore. Insomma tutto ciò che non si possa immaginare per un evento di questo tipo. Soffermarsi sui  nutriti numeri delle presenze, dei visitatori  dei partecipanti a vario titolo, non è il mio mestiere. 
Di sicuro, e chi c’era l’ha potuto constatare, sino agli ultimi attimi del bellissimo evento una fila interminabile al cancello, in attesa trepidante per non perdere la ghiotta occasione.
Terminata l’attesa ecco di fronte tre enormi padiglioni, piazzali, passeggiate ricche di verde, fontane  scroscianti di acque, aree attrezzate per le esibizioni dinamiche (terra, aria – volo, asfalto ecc), che hanno richiesto tanta e lunga fatica, nonché  notevole impegno dei  soci di Archimede Italia Asd. Il tutto al fine di  contenere l’immenso e preziosissimo materiale, giunto da ogni parte d’Italia e non solo. Tutto ciò solo grazie alla passione ed all’impegno di “Chi” queste discipline, con amore e sacrificio, le conduce!
In mezzo ciò, un pubblico incredibile, che ogni record ha ormai  sbriciolato rispetto alle passate edizioni, che appare  soprattutto  festante e gioioso, quasi incredulo di fronte a cotanta varietà di mezzi, miniature e modelli, sino a toccare altresì,  quell’interminabile fila di macchine storiche, poste lunga l’elegante camminata, presente tra i padiglioni. Questa, però non in miniatura ma reale, la più antica addirittura risalente al 1909! Conosciuto il valore di queste, si è rimasti a bocca aperta. In una mostra nella mostra, in cui si è voluto trasmettere un messaggio ad dir poco sublime, che sintetizza lo spirito del modellista genuino,  prima di ogni miniatura,  vi è il vero e  dunque, la conoscenza storica,  meccanica e tecnologia dell’oggetto. Il vero modellista è  in sintesi, colui che ogni giorno, trasfonde tutto ciò all’interno delle  proprie realizzazioni.   
Come in ogni edizione oltre il consueto, non mancano le ulteriori novità ad ampliare il suddetto orizzonte.
 Infatti a tenere degna compagnia alla carrellata d’auto d’epoca,  nel centro del piazzale d’ingresso, veniva posto un bell’aliante biposto classe Twin Aster dell’aeroclub dell’Aquila e, grazie agli amici del nominato aeroclub, all’interno del primo padiglione, veniva nel contempo allestito il simulatore di volo, collegato con la torre di controllo dell’aeroporto di Pescara, onde seguire le tracce radar del traffico aereo, in perfetta similitudine delle normali  procedure di aeronavigazione, per il conseguimento del brevetto di pilotaggio aereo.

Inoltre, sempre nel primo padiglione, lo ricordiamo, denominato “Ruote, che passione”  era allestito il settore automobilistico, automezzi commerciali, movimento terra carri armati e parte dell’aeromodellismo l.s.  mentre nel piazzale antistante e nel piazzale in terra,  seguiva la pista auto veloci ON e OFF(con gare – Primo Trofeo Model Touring 2016 categoria 1/10 nitro on, e primo Trofeo Model Touring 2016 categoria 1/8 off nitro) proprio al termine dell’incredibile  passeggiata di  auto storiche, dove inevitabile era necessaria la foto ripresa … data l’eccezionalità dei mezzi presenti. Un unicum “chicca” di quest’edizione.
  Il secondo padiglione fieristico, denominato delle “Frecce Italiane” conteneva, giusta sufficienza, i grandi plastici ferroviari, riproducenti nell’infinitesimo, scenari e paesaggi del bel paese con stazioni, passaggi, ed insiemi di vita quotidiana, che hanno incantato non poco i tanti visitatori d’ogni età. Dalla lontana Sicilia sino al nord Italia, scenari e paesaggi insuperabili, si sono  accostati alle tradizionali ed indescrivibili miniature di stazioni e città di ogni epoca.   
 Nell’ampio e scenografico terzo padiglione, denominato “Il grande pianeta del modellismo”, a guardia del quale  una bella rossa Ferrari ed una fiammante Corvette mozzafiato, era concentrato l’impensabile in miniatura.  Esposizione di micro modelli aerei, automezzi, auto, mezzi militari, gundam, fantasy e scenari di guerra fedelmente riprodotti. Realizzazioni in legno di canna e legno tradizionale, di monumenti simboli d’Italia, cattedrali famose e scenari religiosi, a testimonianza di quanto la passione per quest’arte e l’amore verso il proprio Paese sia sempre vivamente sentito. 

Anche quest’anno gli stands dedicati ai Lego, alla creazione di scenari da guerre stellari, al modellismo navale storico e dinamico, alla ricostruzione di scene di vita quotidiane, alla realizzazione di oggetti, auto e mezzi in cartoncino colorato; alla realizzazione di numerosi e variegati origami, hanno riempito ogni spazio disponibile, tanto che in alcuni si è dovuto “dimagrire” gli spazi per contenerli tutti! E come se non bastasse il Primo Concorso LEGO MASTER BUILDING (piccoli costruttori) dedicato ai giovani e più piccini, per misurare la loro abilità creativa proprio in questo settore. 
Segno questo che la voglia e la determinazione partecipativa cresce non solo in numero, quanto in varietà. 
Non è mancato da parte mia recare, unitamente ai modelli esposti, anche la modesta biblioteca storico-modellistica sia nel settore aereo, che navale e missilistico, che data dal 1965 ed a guidare la varie scolaresche presenti, nel rappresentare  i modelli, i settori e le varietà, oltre che la fattura. 
A chiudere il padiglione coperto, la sala dedicata ad una delle maggiori realtà aeromodellistiche in Italia: la FANI asd  Associazione Aeromodellistica Nazionale Italiana,  che associa tantissimi ragazzi e non  e che sempre pronta, attiva e disponibile  nella collaborazione organizzativa e partecipativa. 
Proprio in questa sala, infatti, erano collocati gli altri aeromodelli presenti ed il simulatore di volo aeromodellistico. 
Ma nel campo prospiciente quest’ultimo corpo edilizio, oltre la pista per auto modelli fuoristrada, ecco l’aera di volo per modelli ed elicotteri e, oltre alle comuni esibizioni di aeromodelli elicotteri e droni radioguidati, la chicca di questo settore. 
Grazie ai campioni e atleti della Nazionale Italiana sempre presenti nelle competizioni Mondiali, una tipica gara Combat con aeromodelli filoguidati, ovvero in volo vincolato circolare, nell’intento di tagliarsi la coda di carta ad essi legata. Quella del volo vincolato circolare è ormai una categoria di volo per aeromodelli quasi scomparsa e rivederla e riviverla non fa che infondere tanto piacere.

Questa sesta edizione si è dunque conclusa con un bilancio ancora una volta in pieno positivo e questo ci onora tutti noi partecipanti quanto e soprattutto, gli infaticabili organizzatori e, con i sinceri ringraziamenti alla associazione Archimede Italia asd di Chieti, nella figura del suo Presidente Pietro D’Andrea, e tutti gli infaticabili coordinatori Angelo, Luigi, Gianfranco, Emanuele, Pasqualino, Gabriele, Giuseppe, Enrico e gli  altri soci che mi scuseranno per la mancata citazione, le autorità comunali intervenute, rendiamo non il saluto quanto l’arrivederci alla prossima e sempre più nutrita “settima edizione” e, solo così saremo appagati di aver ancora una volta arricchito di un’altra meravigliosa pagina il grande libro del modellismo nazionale.

    

Antonio Russo          

venerdì 9 settembre 2016

"CANARD" by Antonio Di Giacomo

Cari amici che mi seguite, eccovi il mio nuovo “Canard”, nelle sue due versioni, il Canard “Light” non rivestito e il Canard “S” rivestito in PVC lucido stampato…sempre tagliati e realizzati in Depron, a mano.


Ma non sono solo felice di mostrarvi il suo aspetto, ma anche le sue particolari caratteristiche di volo…ovvero volare sui binari anche con vento ed essere estremamente facile e docile, ma anche acrobatico.
Ha un range ampio di velocità…lo si può far volare a passo d’uomo, o farlo correre...guardate il video in basso...
 Tipico dei canard, lo si può portare alla minima velocità, dare tutto cabra e il modello non stalla, ma scende paracadutato, stabile  e sempre pilotabile, nessun vizio nessuna sorpresa… ci si può divertire a tirare di colpo virate strette alla massima velocità, manovrare in spazi ridicoli…lo si può strapazzare e non tradisce, inoltre lo si porta facilmente in macchina viste le dimensioni contenute...o in bicicletta...insomma risponde a molte esigenze…ah… pensate che con una batteria da 1000mAh si vola per ben 15 minuti e oltre!





quì mostro le velocità del Canard con leggero vento.. dall'hovering alla massima velocità



per ulteriori info scrivetemi antoniodigiacomo80@gmail.com 
o visitate il mio sito www.antoniodigiacomo.com

mercoledì 24 agosto 2016

38° incontro Aeromodellistico Pedarreto - Rotonda (PZ)

Anche quest’anno, non però la consueta prima domenica d’agosto, bensì il 21 (e le condimeteo sono state fortunatamente e perfettamente azzeccate…), la 38 esima edizione del volo aeromodellistico in alta quota, nel magico ed incantato parco nazionale del Pollino e la sua caratteristica località di Pedarreto (quota 1400m circa) del comune di Rotonda (PZ),  ha avuto  luogo con successo e tutti noi partecipanti ne siamo stati pienamente soddisfatti.
Non tantissime le presenze, circa 20, ma qualificate.  Infatti dopo anni di assenza abbiamo assistito al ritorno di veri decani dell’aeromodellismo “nostrano”. Mimmo Candido, Michele Scotto, Aldo Luparelli, Mirco Mattaraggia e gli altri immancabili irriducibili di sempre, me compreso, come Paolo Cricenti, Egidio Alario, Josè e il suo Horten, Enrico Scaldaferri con il suo Drone da corsa (e da ripresa), i modelli del Prof. Cantisani portati in bella mostra da suo nipote Domenico Cantisani...futuro Aeromodellista e promettente pilota di Kart e  l’arcinota  “famiglia aeromodellistica”  Di Giacomo …
I modelli presentati, naturalmente, rispecchiano la tradizione e l’impegno per il luogo. 




Non modelli da decollo in pista, bensì alianti, motoveleggiatori, pendio, volo libero, old timer ed in genere tutto quanto puoi lanciare a mano… sono stati pienamente rispondenti al divertimento allo stato puro.
Ma non sono mancate, ed anche qui la tradizione continua… le schegge elettropropulse di Antonio Di Giacomo e Josè Jimenez con il suo Horten, e i droni da “ripresa” a volo d’uccello e le tavolacce volanti di Poalo Cricenti. 
Questa volta però i “vincolati” di Michele Scotto, dopo oltre un decennio di assenza … hanno generato sorrisi ed applausi a iosa, in specie, per i presenti, che ne ignoravano addirittura l’esistenza, anche tra i modellisti non più giovani …
Immancabili le coppie di poiane ed altri rapaci che affollano il parco, che prudenti,ma comunque curiose, ci hanno deliziato nel volteggiare unitamente ai modelli, anche se loro… sanno volare molto meglio! Il piacere pweò di vederli volteggiare nel loro abitat naturale è sempre unico ed irripetibile… E, proprio per farli sentire più “vicini,” per la prima volta abbiamo finalmente provato il volo fiondato, silenzioso, naturale ed ecologico, in un luogo dove il rispetto per la natura “è” la parola d’ordine!
 In conclusione, questa 38 esima edizione, nata per iniziativa del nostro devoto Franco Armentano ed ideata dal compiantissimo ed indimenticabile Eugenio Libertino, mantenendo una grande e tanto cara tradizione è stata un puro e riuscito pieno successo e ci auguriamo non solo poterla, ma “doverla” continuare e tramandare nel tempo, come del resto tutto ciò che è bello e fa cultura!
Arrivederci dunque all’anno prossimo, alla sua 39 esima(!) con l’augurio di poter trovare i tanti di oggi ed i tantissimi di nuova leva, nel sano spirito dell’aeromodellismo nazionale.
Non un dovere quanto un piacere per me, poter raccontare anche questa 38 esima edizione. Arrivederci

                                                                                                                             Antonio Russo

martedì 19 luglio 2016

ULM Barouder RC "Micro", By Antonio Russo

in ricordo di  Paolo Tafuri


Il prossimo 27 luglio ricorre una data infausta . Saranno trascorsi tredici anni da quando in un banale incidente aereo sui monti della Sila, periva, unitamente al passeggero, un bravo pilota, un esperto istruttore ed un Grande amico! Paolo Marco Tafuri.
Spero non tanti si siano dimenticati di lui. Di quanto ha fatto, di quanto ha dato affinché Castrovillari e con essa tanta parte della Calabria e non solo, conoscesse e vivesse la passione del volo sportivo da diporto.
 Creò la prima “scuola di pilotaggio”, il primo club di volo,  gettando così le basi per quella che nel tempo sarebbe diventata un’attività aeronautica di tutto rispetto in una terra dove ogni iniziativa, lodevole, ammirata e sostenuta in ogni altra parte del mondo … finisce per essere derisa, svuotata o distrutta !
Ho voluto ricordarlo, come  amico, come  istruttore ed anche “ allievo” aeromodellista d’altri tempi, realizzando il modello (piccolo nelle dimensioni, ma grande nello spirito) del suo ULM Barouder, in auge negli scorsi anni ottanta. 
Più che un  apparecchio, un rudimentale attrezzo volante fatto di tubi d’alluminio e tela che, con la sua onesta velocità di poco più di 100 km/h, a tanti, me compreso e con orgoglio, ha permesso d’apprendere i primi rudimenti del pilotaggio in abitacolo molto “ ventilato”, volando alle pendici del massiccio del Pollino.   
Un velivolo molto comprensivo che perdonava i non pochi errori del principiante ma che avvicinava tanti a vivere con semplicità la passione per il volo.
Il modello,  che vuol essere un modesto ma sentito omaggio al caro Paolo, di sicuro, nel suo piccolo, tornerà a volare in quegli stessi spazi che un tempo furono grandi per il suo “fratello maggiore”, affinché il tempo non cancelli dalla memoria ciò che alla memoria deve appartenere a
quanti lo hanno conosciuto  e rispettato!

Ed infine non può mancare il mio   ricordo a coloro che,   in quella nostra comunità aviatoria, sono periti per l’amore e la passione del volo : Franco Piacentini, Antonio Giordano, Egidio Ritacca, Claudio Rende  e Maurizio Primavera! Possano continuare a volare negli spazi più alti. Sono contento di averli conosciuti!      

 Il modello :
Apertura alare 820cm, peso in odv 400g e motore Cox anni '70.
La costruzione è in balsa da 2mm per le centine e listelli di obeche per la montanteria. Il longherone  alare è in obeche e la trave di coda in pero  molto leggero. Il rivestimento è in tessuto tesato e verniciato. 
Tre i microservi per i comandi coda e alettoni. 
Ho preferito un Cox 0,49 proprio per la facilità di avviamento e col cilindretto all'insù, ricorda il motore del Barouder originale, un Simonini da 90 cv 2T - 2 cil. 

                                  Antonio Russo