mercoledì 16 maggio 2012

Come installare il modulo 2.4 Ghz DHT della FrSky sulla Futaba 7C


Guida su come installare il modulo 2.4 Ghz DHT della FrSky sulla Futaba 7C
eliminando completamente il modulo FM



ATTENZIONE!
L’autore dell’articolo (e lo staff di Modellismo.me) 
non si assume nessuna responsabilità in caso di danni alle vostre trasmittenti!

NB: Questa procedura è per chi non ha bisogno del collegamento Allievo/Maestro o per un eventuale collegamento al PC in quanto il modulo FM, che verrà completamente eliminato, ha al suo interno anche l’attacco per il collegamento esterno!

Iniziamo!
Innanzitutto mi sembra evidente che per prima cosa sia necessario togliere la plastica posteriore della nostra 7C tramite le 4 viti apposite posizionate quasi ai bordi della stessa.
Una volta tolto avremo d’avanti:

A questo punto tagliare tutti i cavi collegati al modulo FM mentre per l’antenna svitare le viti ai capi dei fili.


Dopo aver tolto il modulo FM e la relativa antenna sfilandola dall’alto siamo pronti per inserire lo switch a corredo con il modulo DHT.
Noi possessori della 7C siamo fortunati in quanto abbiamo un posto già predisposto per lo switch. Sarebbe quella plastichina situata sopra lo switch E da togliere con un po’ di decisione.
Una volta tolta d’altro canto c’è un problema, ovvero lo switch non entra (in lunghezza) impedito dal circuitino dello switch già presente.
A questo punto io ho optato nel sostituire la posizione dello switch E nella posizione vuota e lo switch del nostro DHT in quello del precedente detto. Questo però comporterà un movimento verso l’interno dello switch cambiato di posizione (per motivi di spazio) con il conseguente movimento non più in senso ortogonale alla posizione di pilotaggio ma parallelo.
NB: Consiglio a chi non voglia questo cambio di switch con conseguente cambio di movimento, di installare lo switch del DHT vicino all’antenna facendo un adeguato foro.


A questo punto far passare il filo dietro il comando SX seguendo la direzione di quelli già presenti. Se così adoperato avremo una cosa di questo tipo:


Ora siamo pronti nello spellare, collegare e saldare i fili che ci interessano. Infine nastrarli con del nastro isolante.
I 3 fili del DHT vanno rispettivamente uniti con:
Filo rosso -> filo marrone (VCC)
Filo nero -> filo rosso (GND)
Filo giallo -> filo nero (MOD)



Ora scegliamo dove posizionare il DHT. Personalmente l’ho inserito tra i fermi in plastica bloccandolo con del nastro come in figura


Per quanto riguarda il pulsante con relativo led ho preferito posizionarli nella fessura dove era presente inizialmente il quarzo FM nel retro, fermandolo con del depron tra gli spuntoni in plastica bloccandolo con della colla (sperando che sia efficace ma prevedo a breve un migliore bloccaggio, magari con delle viti)


Infine far passare il filo dell’antenna 2.4 Ghz nel foro dove inizialmente era presente l’antenna telescopica e fissarlo con l’apposito dado, avvitandoci la nuova antenna collineare.

Con l’augurio che questa guida sia stata d’aiuto a chi come me ha preferito convertire la sua trasmittente Futaba vi auguro felici atterraggi a 3072 punti! J

Nicola C.

mercoledì 9 maggio 2012

CARRELLI ELETTRICI “ELECTRON-RETRACTS”

Testi e foto di Sandro Cacciola

Navigando “a vista” nel sempre più smisurato affascinante oceano digitale (internet appunto) mi sono ritrovato per puro caso a visitare il sito di un’azienda spagnola (fino ad adesso per me sconosciuta), la Electron Retracts (http://www.electron-retracts.com) che, come ben si intuisce dal nome, si dedica esclusivamente alla costruzione e commercializzazione di carrelli retrattili elettrici. E che carrelli! Non ho resistito e ho ordinato un kit serie ER-40 che comprende i due carrelli alari e quello anteriore sterzante e in poco più di 10 giorni mi sono stati recapitati dal corriere. Aperta la confezione la mia curiosità è stata subito appagata: prendendo in mano i carrelli “Electron” si ha subito la sensazione di robustezza, precisione nella lavorazione e affidabilità e oltretutto particolarmente belli!. Ad una attenta ispezione delle macchinette si può constatare che si è rinunciato a tutti i compromessi nella loro costruzione: qualità prima di tutto. Bellissimo (si vede bene in foto) la fattura del carrello anteriore, una vera e propria opera d’arte di lavoro alla macchina Cnc che fa rimanere letteralmente a bocca aperta!!!
Il set dei tre carrelli (che si possono ordinare con rotazione classica di 90° oppure di 100°) pesa 320 grammi ed hanno dimensioni standard per questa fascia di macchinette (nella foto si possono ben vedere le misure) e sono indicati per modelli fino a 20Kg di peso. In alternativa sono disponibili anche i set per modelli fino a 30Kg.!! Tutti i componenti sono lavorati dal pieno con macchine a controllo numerico in alluminio 7075, e tutte le parti sono anodizzate e devo dire molto belle. Il mandrino con controlla la retrazione è montato tra cuscinetti per un funzionamento sempre fluido, sicuro e duraturo nel tempo. Grazie a questo mandrino si ottiene lo spostamento del carrello che a sua volta apre e chiude i carrelli.
Cosa importante da sottolineare che tutto questo sofisticato sistema è gestito da una centralina elettronica leggera e affidabile che porta la firma di un’azienda che è oggi sinonimo di garanzia nell’elettronica di bordo: la Xicoy che tra l’altro produce anche Fadec per turbine, sistemi progettati e costruiti da uno dei più quotati esperti come Gaspar Espiell. Grazie a questa elettronica viene rilevata la posizione finale delle macchinette con sforzo crescente e il sistema è meccanicamente bloccato in entrambe le estremità in modo che qualsiasi carico non va ad influenzare e sforzare il mandrino.
E a proposito di centralina, due parole devo spenderle sul dispositivo di gestione dei carrelli Electron, l’unità di programmazione RB45 Xicoy che è adattabile sia ai carrelli Electron ER-40 che  ER-50 . Si tratta di uno strumento versatile che in solo 19 grammi di peso (55x30x15 le dimensioni) incorpora la gestione della terna di retrattili, quella dello sterzo e di un eventuale freno magnetico. Viene alimentata con una batteria supplementare 2S Lipo. (a margine di questo articolo potete trovare una sintetica traduzione delle istruzioni per settare la centralina Xicoy che si possono scaricare in inglese sul sito della electron-retracts).
Lo sviluppo di questi carrelli (come si legge sul sito della Electron (http://www.electron-retracts.com) ha coinvolto professionisti altamente qualificati in questo campo, e macchine sofisticate per ottenere queste complesse macchinette.
L'installazione è relativamente semplice. La piastra di fissaggio ha 4 fori per viti da 4 mm di diametro, e il posizionamento è identico a qualsiasi altro set standard con il vantaggio che con questi elettrici si evita di assemblare complessi circuiti di aria con valvole, bombole e tubi vari. I carrelli della Electron sono forniti con un cavo di 1m di lunghezza in modo da poterli collegare, in linea di massima, senza prolunghe alla centralina di gestione. Ovviamente i cavi si possono allungare con normali prolunghe da servi di opportuna sezione dei cavi. La Electron, per i carrelli in questione, nonostante siano adatti per modelli fino a 20kg., consiglia per prudenza di non superare i 16 kg..
I carrelli Electron li ho testati su un MB339 da 12kg di peso in ordine di volo di un mio amico che ne stava assemblando uno e nel corso dei voli (ed atterraggi) ad ora si sono comportati perfettamente, senza sbavature di sorta (non avevo dubbi …). Precisi, efficienti e sicuri: segno questo che ormai anche in questo settore si è raggiunta una qualità e affidabilità pari ai fratelli ad aria.
Come ogni sistema meccanico anche i carrelli della Electron richiedono una manutenzione minima per garantire la lunga durata nel funzionamento. Electron consiglia infatti di pulire e lubrificare il mandrino ogni 5-10 giorni di utilizzo, o più spesso se si vola su una pista in erba o sterrata. Una piccola pietra che si inserisca nel mandrino potrebbe causare il bloccaggio del carrello prima di raggiungere il punto di blocco meccanico (ricordiamo infatti che l’elettronica “sente” lo sforzo crescente del carrello a fine corsa e lo sblocca… e il corpo estraneo potrebbe “ingannare” la centralina bloccando prima del dovuto il carrello senza che esso venga bloccato in posizione).
La mia personale opinione? Li consiglio vivamente a chi preferisce “gli elettrici” anche se il prezzo non è dei più bassi.
Sandro Cacciola



 ISTRUZIONI SINTETICHE CENTRALINA RB45 Xicoy

1. Con la batteria collegata alla centralina RB45, tenere premuto il Led/pulsante mentre accendiamo la ricevente.
2. Rilasciando il Led/pulsante il led emetterà un lampeggio (inizio della programmazione).
3. Mettere l’interruttore carrelli del TX in posizione carrelli retratti. Premere poi il Led /pulsante. Il Led lampeggerà 2 volte.
4. Mettere l’interruttore carrelli del Tx in posizione carrelli fuori e premere nuovamente il Led /pulsante. Il Led lampeggerà 3 volte (inizio configurazione di freni).
5. Mettere lo stick della radio nella posizione  freni in posizione freni 0% premere premere il Led / pulsante. Il Led farà 4 lampeggi.
6. Mettere lo stick della radio dove sono attivi i freni in posizione 100% e premere il tasto Led / pulsante. Il Led farà 5 lampeggi.


CARRELLI ELETTRICI “ELECTRON-RETRACTS”

Tipo:
Carrelli retrattili elettrici
Adatto a:
Modelli fino a 20kg di peso
Peso :
320 grammi la terna
Voltaggio operativo:
2 lipo con centralina RB45 Xicoy (compresa)
Produttore:
Prezzo indicativo:
370 euro circa

martedì 8 maggio 2012

AVIA FL3 by Antonio Russo -COMPLETATO-




Riproduzione del famoso e leggendario Avia F L 3. Un velivolo monoplano a sbalzo di costruzione lignea nato dall'idea del notissimo Francis  Lombardi negli anni 30. Era il tempo in cui Italo Balbo, che già rendeva l'Aviazione Militare Italiana nota nel mondo, da un incontro con Lombardi, già famoso per i suoi raid aerei con velivoli da turismo,  pensa  a come creare un velivolo economico ( non doveva superare le 55.000 lire del tempo) prestante e sicuro per rilanciare l'aviazione sportiva e da turismo. Lombardi, schizza l'idea e gli ingegneri Mosso, Graneri e Mortara, si mettono a lavoro. A Vercelli Lombardi fonda l'AVIA  ( Anonima Vercellese Industria Aeronautica ) e via con il tascabile Frencis Lombardi 3.Il 19 aprile del 1939 vola per la prima volta il neonato velivolo. Da subito dimostra le sue grandi doti di maneggevolezza, praticità, economia e tanto amore per chi vi vola (!). Da subito riceve il plauso degli appassionati, crescono le commesse di privati e del nascente aero club  d'Italia, con l'inserimento nel RINA di allora. L'aeronautica militare, che aveva bandito il concorso per un  addestratore monoplano di primo periodo,  si mantiene inizialmente scettica e distante, per dirla in breve, ne diffida. Successivamente e con le prove di valutazione decide di acquistarne un certo numero per formare gli stormi di addestramento. Ebbene il primo campo di volo scuola  a riceverli dove viene formato cari aeromodellisti calabresi  ? A Vibo Valantia, segue Perugia e altri in nord Italia. Il successo sembra a portata di mano; negli aeroclub il numero è sempre maggiore e l'aeroplano vine preferito sia al " Caproncino " che al " Saiman", ma la Regia Aeronautica decide ( quasi a dimostrare che la storia si ripete...) di toglierli dalle scuole di primo periodo ed utilizzarli  per i servizi di collegamento ed in compiti sempre di secondo piano.... La motivazione sa di storico italico senso politico: il velivolo è " troppo facile  da pilotare " e non va bene per addestrare  i pilota da guerra.....(!)  Non per i tedeschi.... che su totale di 250 macchine costruite ( udite udite ) ne acquistarono ( dopo l'8 settembre 43... altro che acquisti... li requisirono persino ai privati oltre che agli aeroclub ) 145 (!!) la ragione ? l'apparecchio era considerato : ideale ed economico per "formare" i piloti della Luftwaffe..... certe considerazioni li andiamo  proprio a cercare... Infine voglio chiudere questo breve saggio storico in omaggio al caro "vecchio dell'aeromodellismo calabrese" ed anche nazionale : Mimmo Candido che su questo apparecchio conseguì il brevetto ed al quale tutti noi siamo sempre riconoscenti. L'apparecchio misurava 6,36 mt di lunghezza con una  aa di 9,85 mt  ed un motore da 70 cv circa, volava in crociera a ben 170 km/h.Oggi oltre ai pochi esemplari presenti negli aeroclub e tra i privati collezionisti, vi sono quelli conservati nei musei.
 Il mio modello è tratto dalla matita  di un'altra figura leggendaria del mondo dell'aviazione sportiva ed ancor di più per l'aeromodellismo nazionale : Franco Sotgiu di Cagliari ( per molti anziani di quest'attività conosciuto come "Giovanni" ) e dai suggerimenti sempre pungenti e stimolanti di Aldo Luparelli.
Ringrazio tutti e con tanto  vivo  grande piacere continuo la costruzione, col desiderio più grande di poter leggere che a cimentarsi in quest' attività siano sempre tanti. Nel salutare ricordo di essere sempre disponibile per fornire ogni notizia, chiarimento e suggerimento e, ove posso, anche consigli per chiunque li desideri.    
Antonio Russo